Dall’Expo di Dubai tre progetti geniali

L’Expo a Dubai si concluderà il 31 marzo, ma il nostro ammiratissimo Padiglione ha già lasciato un’importante eredità che potrà avvantaggiare le chances di Roma a essere prescelta per l’edizione del 2030. Il Parlamento ha infatti approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza che conteneva un emendamento per sviluppare tre progetti strettamente legati alla nostra capacità di coinvolgere territori e persone con idee originali che sono il sale delle Esposizioni universali. Ci saranno quindi otto milioni di euro per il periodo 2022-2026 che potranno alimentare anche partenariati pubblico-privati per ulteriori risorse.

Ma quali sono questi progetti così connessi con le future Expo? Partiamo innanzi tutto dal clone del David di Michelangelo che da simbolo del nostro Padiglione è diventato praticamente l’emblema della stessa Expo di Dubai. Ha fatto sensazione il processo di riproduzione in 3D, così esatto da copiare anche le minime imperfezioni del capolavoro, grazie alle nuove tecnologie applicate ad arte, cultura e managerialità. Di qui l’idea di creare un Centro di ricerca e alta formazione per digitalizzare e ricostruire i beni culturali e per favorire una produzione artistica e culturale legata all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie. Un altro progetto potrà puntare alla ricerca per la trasformazione del cibo. Tante università, centri di ricerca e altri luoghi dell’eccellenza italiana saranno coinvolti. E a questo scopo verrà varato il terzo progetto, un Campus arabo-mediterraneo che diventi ponte dell’Italia con le regioni del mondo arabo.

L’emendamento approvato era a firma dell’on. Alessandro Fusacchia che, tornato da Dubai, ha avuto parole di elogio per gli artefici del nostro Padiglione: “Quando parli di bellezza italiana nel mondo è facile scadere nello stereotipo ed è stato molto bravo il Commissario generale Paolo Glisenti a fare in modo che questo non accadesse, e venissero al contrario presentati esempi della nuova avanguardia italiana. È così che all’interno del Padiglione si passa dalla moka di Lavazza alimentata con energia solare a un impianto di coltivazione di alga Spirulina possibile grazie alla tecnologia Tolo Green o a quello di monitoraggio digitale della nutrizione idrica delle piante presenti in uno spettacolare orto-giardino curato dal CNR. Mi sono emozionato ai piedi del più accurato orologio atomico mai realizzato per applicazioni spaziali e ancor di più di fronte alla trivella, sempre prodotta da Leonardo, che la prossima estate sarà spedita su Marte grazie alla missione congiunta russo-europea ExoMars 2022, permettendo di penetrare fino a due metri sotto la superficie del pianeta rosso. Alcune scolaresche dall’Italia sono andate a Dubai, ma dovremmo davvero fare in modo che questa Italia diventi di ispirazione per tutti i nostri studenti”.

Quasi tutti i manufatti dei paesi presenti all’Expo di Dubai verranno smantellati. Gli Emirati hanno proposto al nostro Governo di lasciare intatta la nostra costruzione per destinarla proprio allo sviluppo dei progetti previsti nel Pnrr. Un segnale molto importante per la nostra candidatura perché fa capire ai vertici del Bie e a tutti i 170 paesi che vi aderiscono (e che fra venti mesi dovranno scegliere la città ospitante di Expo 2030) che l’Italia è all’avanguardia nel saper unire “le persone e i territori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.