Dossier segreto e anticipazioni

Nuova tappa del lungo cammino verso Expo 2030. Una delegazione ufficiale ha consegnato all’Ufficio internazionale delle esposizioni (il Bie di Parigi) il dossier ufficiale e una lettera di presentazione del presidente Mattarella. I contenuti del corposo documento (618 pagine, 21 capitoli) non possono essere rivelati, pena l’esclusione della candidatura. L’ufficio stampa di RomaExpo ha riassunto il senso di tutto in cinque argomenti tematici. Ci possiamo allora soffermare sul punto 5 che fornisce alcune anticipazioni concrete. 

Ci saranno i “Padiglioni tematici permanenti”: ognuno di essi celebrerà a suo modo un aspetto di “Persone e territori” (in pratica lo slogan dell’Expo). Non saranno installati soltanto a Tor Vergata, ma anche in altre zone della Capitale, cominciando dal “Padiglione Teaser” ai Fori Imperiali, portale d’ingresso per il percorso verde verso l’Expo. (La terminologia espositiva si baserà – necessariamente – su parole di lingua inglese  e “teaser” è una forma di pubblicità che stuzzica, incuriosisce ma non rivela). A esplorare la natura del nostro piccolo mondo sarà poi il “Padiglione Pale Blue Dot”, vale a dire “puntino azzurro”. Spiegazione: si tratta di un’espressione che individua il pianeta Terra fotografato nel 1990 dalla sonda Voyager 1, a sei miliardi di chilometri di distanza, ben oltre l’orbita di Nettuno. La zona delle Grandi Vele di Calatrava (ma il vecchio progetto abortì e ce n’è una sola) ospiterà due grandi arene con i sogni e le future aspirazioni di otto miliardi di persone, scenari e soluzioni. È il “Padiglione All togheter/Alt togheter”, titolo pieno di ottimismo, a mezza via tra una canzone dei Beatles e una proposta ambientalista. Un altro Padiglione sarà “Roomscape, 100 stanze per 10.000 anni di storia”, un percorso attraverso le scoperte e le conquiste dell’umanità negli ultimi cento secoli. Il titolo dovrebbe derivare da un gioco di puzzle per fuggire da una stanza. Mah.

L’idea di questa sequenza di Padiglioni è quella di coinvolgere in una “connessione emozionale” i 30 milioni di visitatori tramite un percorso verde che si dipanerà – al di fuori dei 121 ettari dell’Expo – dai Fori Imperiali a Tor Vergata attraversando le Mura, le arcate degli acquedotti romani, il Parco dell’Appia Antica (12 chilometri a piedi). Questi Padiglioni espositivi sono “il centro ed il cuore pulsante del masterplan” e sono costituiti dai “Padiglioni Nazionali, dai Padiglioni Tematici e dai Padiglioni Non Ufficiali dedicati a Organizzazioni Internazionali ed aziende partner”. Soprattutto per l’ultima categoria, riteniamo a pagamento. Avranno la massima libertà di progettazione, sempre che garantiscano futuro utilizzo e sostenibilità dei manufatti. Per affrontare quest’ultimo problema ci sarà una strategia energetica di decarbonizzazione del contesto di Tor Vergata e del quadrante sud-est della Capitale. Sarà creato il grande Parco Solare Expo con una superficie fotovoltaica di circa 150 mila metri quadrati.

Quanto al numero dei visitatori, la partecipazione stimata è di 23,6 milioni di persone ma, considerando le entrate plurime, la cifra sale a 30 milioni, con una media giornaliera di 165 mila presenze (275 mila nei giorni di punta). Il problema è che già con l’affluenza media si supera il limite massimo di ospitalità (164.153) esistente oggi a Roma e nella sua enorme area metropolitana. Ma “grazie agli interventi specificamente progettati per il settore della ricettività, il numero dei posti letto nella Capitale sfiorerà le 200.000 unità nel 2030”, informa l’ufficio stampa. Quanto al capitolo “Scuola e volontariato”, occorreranno 19 mila persone (183 giorni/2 turni al giorno/14 giorni per turno) e anche 1.373 medici volontari. Verranno in visita nella Capitale tre milioni di studenti, 714.540 sono quelli nel Lazio e 241.847 sono gli universitari regionali, probabile bacino dell’indispensabile volontariato.

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