Expo e Mondiali di calcio. Perché no?

E se facessimo l’en plein? Expo e Mundial, esposizione Universale e Mondiali di calcio per una indimenticabile estate 2030. È solo un’ipotesi ma Gabriele Gravina, presidente della FIGC (Federazione italiana gioco calcio) ha già espresso l’intenzione di presentare alla federazione internazionale la nostra candidatura. I mondiali si disputeranno tra giugno e luglio, in pieno svolgimento dell’Expo 2030: e sarebbe un’occasione formidabile per convogliare in Italia – e a Roma in particolare – milioni di tifosi e visitatori. Se l’Expo fosse assegnata alla Città Eterna la durata sarebbe di sei mesi, dal 25 aprile al 25 ottobre.

Ci fosse pure il Mondiale di calcio (partita inaugurale, gironi di qualificazione fra le 48 squadre e finale), assisteremmo davvero a un evento planetario. E sulla carta, poche città al mondo potrebbero offrire l’accoglienza di Roma, con la sua storia trimillenaria e la “rigenerazione urbana” che l’Expo promette di portare con sé. È ovvio che dovranno esserci altre città per ospitare tutte le 112 partite del torneo. Si è fatta ormai strada la prassi di coinvolgere nazioni confinanti: dopo l’edizione di fine anno in Qatar, nel ‘26 toccherà a Canada, Usa e Messico. Per il ‘30, si è fatta avanti l’Arabia Saudita e, dovendo indicare un partner, ha proposto proprio l’Italia. Anche questa è un’idea sul tappeto e ha un senso ulteriore se consideriamo proprio la concomitante Expo2030: praticamente cadute le candidature di Mosca e Odessa per motivi politici e quella di Busan (Corea del Sud) per manifesta debolezza, a disputarsi il privilegio di ospitare i sei mesi dell’Expo sono rimaste soltanto Roma e Ryad. Sul tappeto delle assegnazioni dei grandi eventi va posto soprattutto il campionato del mondo di calcio: l’ultima edizione, quella del 2018 in Russia, è stata seguita da tre miliardi e mezzo di persone e la finale Francia-Croazia è stato l’avvenimento più visto nella storia della televisione: un miliardo e 120 milioni di telespettatori. Con questi numeri, col boom dei diritti televisivi e degli introiti legati alla pubblicità, non è da escludere che tra Roma e Ryad si giunga a un diplomatico accordo…  

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