Gli auguri di buon anno degli antichi romani

Quasi uguali a quelli di oggi. Il nostro augurio di buone feste, per una volta, vogliamo farlo secondo la formula in uso presso gli antichi romani e che non era “buona fine e buon principio”, ma esattamente l’inverso “buon principio e buona fine”. Dicevano infatti:

ut annare perennareque commode liceat

dove per “annare” si deve intendere l’entrare felicemente nel nuovo anno, e col “perennare” il condurre a buon fine quello uscente. Non a caso la divinità preposta alla specifica circostanza (gli antichi romani ne avevano una per ogni occasione), era Anna Perenna, un nome un programma, il cui bosco sacro citato da Ovidio nei “Fasti” è stato localizzato in prossimità di una fontana votiva scoperta a Roma nel 1999 in occasione della realizzazione di un parcheggio interrato nelle vicinanze di piazza Euclide, fontana a lei dedicata.

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