I rifiuti di Roma e l’Expo, ci sarà battaglia

Il comune di Roma confina, verso sud, con quello di Pomezia. È praticamente la via Ardeatina a segnare il margine del territorio topografico della Capitale. Da un lato quindi Pomezia, dall’altro lato Santa Palomba, zona urbanistica 12N del Municipio Roma IX di Roma Capitale. Qui il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato che potrebbe sorgere il termovalorizzatore, l’impianto destinato a risolvere una volta per tutte uno dei problemi più dolorosi di Roma: lo smaltimento dei rifiuti urbani. Inutile nasconderselo: è assurdo pensare di poter ospitare l’Esposizione Universale del 2030 senza aver prima sciolto il nodo della nettezza urbana. Ma è altrettanto impensabile ritenere che non ci saranno opposizioni e battaglie cruenti.

A un solo chilometro di distanza dal luogo individuato esiste la discarica di Roncigliano, che si trova vicino alle case popolari in costruzione e vicino anche a quello che sarà il nuovo centro Amazon. Una discarica chiusa dalla Regione Lazio e poi sequestrata dalla Guardia di Finanza. Già dieci anni fa si pensava di realizzare un termovalorizzatore nell’area di Quarto della Solforatella al confine tra Pomezia e Santa Palomba. È un’area densamente abitata e con cinque siti industriali RIR (rischio incidente rilevante), vulnerabile quindi dal punto di vista geologico-geochimico per la presenza di punti esalativi vulcanici. Gualtieri tuttavia ha tenuto ad elencare i benefici del progetto: “Il nuovo impianto e l’insieme del nostro piano determineranno una riduzione delle emissioni di ben il 44%, con un -15% per le emissioni su attività di trasporto, -18% sull’impiantistica e -99% sulle emissioni da discarica”. Ma per gli abitanti di Santa Palomba la scelta di realizzare un termovalorizzatore dentro Roma, fuori dal programma con cui il centrosinistra ha vinto le elezioni, andrebbe quanto meno discussa perché ipoteca l’intero ciclo dei rifiuti per i prossimi 30 anni. Sul piede di guerra tutti gli ambientalisti, per i quali i materiali inquinanti prodotti da questi inceneritori si depositano nell’arco di giorni, mesi, anni e non si può non tenerne conto nel medio-lungo termine.

Un altro prevedibile ostacolo al termovalorizzatore di Santa Palomba potrebbe scaturire dall’archeologia: in zona sono venuti alla luce importanti ritrovamenti di antiche ville romane. Ultimo della serie, uno straordinario mosaico policromo del secondo secolo dopo Cristo…

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