L’arco di Tito rivisitato: ecco il logo di RomExpo

Cambia colore, è il simbolo dell’accoglienza, è dinamico, storico e futuristico. Il logo prescelto per rappresentare la candidatura di Roma all’Esposizione universale del 2030 è stato presentato a Dubai, all’interno del Padiglione Italia, con il il commissario generale Paolo Glisenti a fare gli onori di casa. Interventi appassionati del sindaco Roberto Gualtieri, del presidente del Comitato promotore Giampiero Massolo, dei rappresentanti della Saatchi che hanno ideato il logo, spiegandone bene il significato. Messaggi del ministro degli Esteri Luigi di Maio e del ministro per Infrastrutture e mobilità Enrico Giovannini. Arianna Fontana, plurimedagliata alle Olimpiadi invernali di Pechino, applaudita testimonial sull’onda delle ultime presenze (Mamood, vincitore a Sanremo, e Roberto Bolle che ha entusiasmato con la sua danza-spettacolo ieri l’altro).Insomma una kermesse trionfale, che proietta la candidatura di Roma come grande favorita per l’assegnazione dell’Esposizione 2030 attesa fra un anno e mezzo.

La guerra in atto ha praticamente azzerato le prospettive di Odessa e Mosca; improbabile l’assegnazione alla metropoli sudcoreana di Busan; non resta che Riyad…Il logo richiama l’arco di Tito, ma è stilizzato per significare l’ingresso, l’apertura, l’integrazione. E il “valore” della porta viene richiamato nella grafica della “M” di Roma che questa cultura la sta applicando da quasi tre millenni. Logo che diventa anche una di quelle opere d’arte moderne definite Nft, non-fungible token, equiparabile quindi a una criptivaluta (con tutto quel che potrebbe seguire…).Infine, conferma definitiva su dove dovrebbe sorgere l’intera area dell’Esposizione Universale: a Roma sud-est, nella periferia che ha Tor Vergata al centro di un’espansione abortita. “Persone e territorio, rigenerazione urbana”: la scommessa è già cominciata.

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