Le altre Expo, quelle speciali

A cosa deve puntare un’Expo per avere successo? Semplice: deve centrare l’attualità immediata, il problema alle porte, le soluzioni già a portata di mano, i ragionamenti concreti per il futuro che sta arrivando. Facile a dirsi, ma queste scelte vanno fatte con molti anni di anticipo e se non si è lungimiranti il rischio è mettere in piedi qualcosa di enorme che può rivelarsi inutile o superato.

L’Expo di Osaka 2025 è praticamente dietro l’angolo, fra un anno e mezzo sarà scelta la città ospitante l’edizione 2030. Ma intanto c’è un passaggio più immediato per capire dove si sta andando in tema di esposizioni mondiali. E la spia della situazione viene proprio da Dubai, con l’Expo giunta esattamente a metà. È stato già messo a punto un piano per consentire che la città sia pronta allo sviluppo che ci sarà stato fra vent’anni. Gli Emirati hanno oggi una popolazione di tre milioni e 300 mila abitanti; che saranno sei milioni fra meno di vent’anni. Numeri che danno l’idea di quanto sia necessario prevedere e fare. Altro indizio, le esposizioni speciali. Ce ne sono due, proposte per il ‘27, che danno la misura delle intuizioni. Gli Stati Uniti vogliono organizzare una grande manifestazione in Minnesota sul problema oggi più centrale al mondo: la salute. Potrebbe tenersi dal 15 maggio al 15 agosto nella città di Bloomington, avrà per tema “Healthy people, healthy planet”. Si prevedono oltre tredici milioni di visitatori e un impegno importante di Big pharma.

La seconda proposta per il 2027 proviene dalla Spagna che punta sugli obiettivi di sostenibilità spinti dall’ONU. La città prescelta è Malaga e il tema è “The Urban Era: verso la città sostenibile”. La zona di Buenavista nel distretto di Campanillas, è stata individuata come luogo dove farla svolgere. Questi i progetti. Intanto, fra pochi mesi ci sarà la “Floriade” in Olanda (Amsterdam-Almere, primi di aprile), che verrà replicata l’anno dopo in Qatar (nella capitale, Doha). Da noi, toccherà a Milano nel 2022 con l’edizione numero 23 della Triennale, dedicata a una “Introduzione ai misteri”: cambiamenti, tendenze, contraddizioni nella cultura e nel sociale. Interessante, no?  

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