L’importanza del design e l’idea del David

Il logo ufficiale dell’Expo a Osaka 2025 è stato inserito in una più ampia iniziativa multimediale per diffondere il tema della manifestazione: (“Progettazione di una società futura che brilla di vita”). Gli organizzatori hanno diffuso un filmato di due minuti – inquietante all’inizio, poi multicolore e inclusivo – che dà la misura di come i giapponesi intendano sfruttare il marchio, unificando il design in varie attività, display, servizi, eccetera, tutti relativi all’Expo. Quindi, anche decorazioni della città, insegne e merchandising.Mancano tre anni alla grande Expo nipponica, ma bisogna ammettere che i tempi vengono rispettati. Per certe iniziative (sarà bene ricordarlo per RomExpo) non è mai troppo presto, le idee positive e i buoni esempi vanno tutti presi nella giusta considerazione. Valga questo avvenimento, in sé quasi banale. Il maggior lustro in assoluto a Dubai, l’opera che ha destato l’interesse più grande nei visitatori dell’esposizione emiratina, è stato senza dubbio il clone del David di Michelangelo, realizzato in 3D con materiali di risulta come la polvere di marmo. Quasi sei metri di statua-gemella, con la straordinaria intuizione di poterla vedere negli occhi a un metro di distanza grazie all’impostazione “a salire” di tutto il nostro formidabile Padiglione. Tanto per far capire ancora meglio cosa ha rappresentato quest’opera d’arte: quando le autorità hanno dovuto compiacersi dell’esposizione e riproporla alla loro gente, i grandi cartelloni pubblicitari in tutta Dubai recavano la scritta “Ma ancora non l’avete visto il David?”.Il BEI (l’Ufficio Internazionale di Parigi, “dominus” di tutte le esposizioni) ha fatto sapere che l’edificio del Qatar alla Floriade in corso ad Amsterdam è entrato nel Guinness dei primati come “la costruzione più alta mai realizzata con la tecnologia di stampa 3D”: si tratta di una colombaia di 12 metri, edificata utilizzando materiali sostenibili, in linea con la visione del Qatar di trasformare il deserto in aree vivibili e rendere le città oasi verdi. La torre pesa 56 tonnellate e ci sono volute quasi cento ore di lavoro in undici giorni per essere completata. D’accordo, il David è tutt’altra cosa; ma dire che questo “primato” qatarino sia stato evidentemente ispirato dall’idea italiana, non è certo una bestemmia…

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