Maggio 1937, Guernica all’Expo di Parigi

Guernica è uno dei dipinti che hanno fatto la storia dell’arte. Picasso lo realizzò per il padiglione spagnolo, in occasione dell’Expo a Parigi del 1937, che aprì i battenti proprio nel maggio di 85 anni fa. Il tema dell’Esposizione universale faceva riferimento alle arti e alla tecnologia nella vita moderna. Ma quelli erano anni carichi di tensioni, cambiamenti sociali e – almeno per la Spagna – di guerre civili. Pablo Picasso volle esprimere la propria dichiarazione di pace dando vita all’orrore per i bombardamenti che avevano distrutto la storica città di Guernica, nella regione basca.

L’attacco aereo fu annunciato alle 16:30 del 26 aprile 1937 con appositi rintocchi del campanile della chiesa. Era il giorno del mercato e molti contadini con il loro bestiame erano presenti nella cittadina, già piena di profughi. La gente corse nei rifugi, ma i soli due aerei da ricognizione comparsi nel cielo si ritirarono e tutti tornarono all’aperto. La prima fase del bombardamento colse così all’improvviso la popolazione, che venne decimata dai nazisti della “Legione  Condor” con la partecipazione della “Aviazione Legionaria Italiana”. Furono tre ore infernali, con ondate micidiali di bombe convenzionali e incendiarie. I caccia italo-tedeschi rasero al suolo case, chiese ed ospedali, scesero a mitragliare uomini donne e bambini che fuggivano nei campi, si accanirono anche contro il bestiame.

Picasso realizzò in appena due mesi il grande quadro (tela di 3,5 metri per 7,8) che rappresenta emblematicamente l’orrore per la distruzione di Guernica, in un groviglio distorto di figure umane e animali. Il dipinto è esposto nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid ed è la risposta più sincera dell’arte all’orrore di tutte le guerre. Un orrore oggi ancora attuale.

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