Rigenerazione urbana? Architetti pronti alla sfida

Alessandro Panci, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, ha fatto il punto sulla messa a terra delle opere finanziate col fondo di ripresa e resilienza. “Le nostre strutture sono in grado di affrontare la mole di lavoro che sta per arrivare? La macchina amministrativa sarà in grado di funzionare? La sfida che attende Roma – ha sottolineato – non sarà solo quella del Pnrr: avremo gli Europei di nuoto, la Rider Cup, il Giubileo, senza pensare alla candidatura ad Expo 2030. La Capitale non può permettersi di non essere nelle condizioni di sfruttare appieno le risorse economiche a disposizione”. 

Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, ha parlato di “un protocollo d’intesa per un lavoro comune con l’Ordine su vari fronti: dagli archivi alla digitalizzazione, fino all’individuazione di progettualità coerenti con il Pnrr. Obiettivi: semplificare le procedure, recepire normative (si pensi alla legge sulla rigenerazione urbana, con l’individuazione di ambiti di recupero), mettere a punto la ‘macchina’ anche con nuove assunzioni, coinvolgere i professionisti, a partire dagli architetti, attraverso progetti di collaborazione”. 

Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, ha annunciato una revisione della legge sulla rigenerazione urbana, “che è una grande sfida contemporanea, campo di competizione tra città. In alcune parti il testo può essere migliorato, anche grazie al contributo dell’Ordine degli Architetti di Roma. Necessario, innanzitutto, recepire le grandi novità introdotte nell’ultimo biennio dall’emergenza Covid19. Tra le modifiche sostanziali che vorremmo apportare c’è la disponibilità a garantire premialità per interventi di riqualificazione che vadano a realizzare spazi comuni in cui poter studiare, lavorare, vivere. Bisogna favorire l’impiego degli spazi comuni inutilizzati per rispondere alle nuove esigenze, anche in termini di lavoro a distanza e trasferimento verso la periferia di funzioni economiche”.

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