RomExpo, un set a cielo aperto

Un richiamo da non trascurare per attrarre visitatori all’Expo 2030 romana potrebbe essere costituito anche dal cinema, perché per tanti appassionati dire Roma è come dire cinema. Da secoli meta prediletta di scrittori, pittori e scultori per l’inesauribile patrimonio storico-artistico che la caratterizza, Roma è diventata nel tempo anche una delle città più cinematografiche al mondo. Impossibile infatti per attori e registi non restare affascinati da questo luogo, un vero e proprio museo a cielo aperto, dove nel tempo sono stati girati alcuni dei film italiani e stranieri più importanti della storia del cinema.

La fama internazionale di Roma nel cinema è incominciata subito dopo la fine della seconda Guerra mondiale quando la città, in parte distrutta dai bombardamenti, incominciò a essere scelta come location per i film del Neorealismo che si caratterizzavano, tra le varie cose, anche per l’utilizzo di luoghi veri e di attori non professionisti reclutati tra la gente comune. Volti del popolo e segnati dal dramma della guerra sono quelli che per esempio troviamo in una pellicola che il nome di questa città ce l’ha nel titolo: “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Il capolavoro del 1945 con Anna Magnani e con Aldo Fabrizi fu realizzato in condizioni di grande precarietà. Non solo mancava la quantità di pellicola necessaria per girare, ma non erano neanche disponibili gli studi di Cinecittà, prima occupati dai nazisti – che lì avevano allestito un ospedale da campo – e poi usati come campo per accogliere i profughi provenienti da tutta Europa. Rossellini incominciò le riprese del film in via degli Avignonesi, a pochi passi da piazza Barberini (qualche anno fa è stata affissa anche una targa dedicata al film e al regista); ma la scena più famosa di tutta la pellicola – quella finale in cui Pina (Anna Magnani) insegue il camion che le sta portando via il marito e viene uccisa con una raffica – è stata girata in via Montecuccoli, in zona Prenestina.

Torniamo a Cinecittà. La “Fabbrica dei sogni” fu inaugurata in via Tuscolana nell’aprile del 1937 dal regime fascista che voleva trasformarla nella fucina della propaganda mussoliniana. Oggi, insieme a Hollywood, è l’azienda cinematografica più storica al mondo ancora attiva. Da sempre Cinecittà è sogno e meta per tantissimi artisti del cinema e della televisione, ma su tutti aleggia il mito di Federico Fellini. Qui il grande maestro del cinema girò “La dolce vita”, “Roma”, “E la nave va”, “Il Casanova di Federico Fellini” e molte altre opere. Luogo inaccessibile per moltissimo tempo, oggi Cinecittà è aperta anche al pubblico. È possibile infatti fare visite guidate sui grandi set permanenti esterni e scoprire il vero volto della fabbrica del cinema. Rivivere insomma luoghi di ieri e di oggi dove sono stati girati alcuni film cult come i kolossal “Cleopatra”, “Quo vadis” e “Ben Hur” e dove hanno lavorato grandi maestri come Sergio Leone, Ettore Scola, Mario Monicelli, Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Wes Anderson, Wim Wenders e Martin Scorsese.

Roma più viva che mai agli occhi del pubblico cinematografico anche grazie a pellicole più recenti come “La grande bellezza”, il film premio Oscar di Paolo Sorrentino. Il regista napoletano ha immortalato alcuni dei luoghi più belli della città come Piazza Navona, il Colosseo e i Fori Imperiali (con inquadrature panoramiche tra le più belle del cinema italiano), le Terme di Caracalla, Palazzo Altemps e quella via Veneto che subito ci riporta alla memoria “La Dolce vita“ di Fellini. A proposito, lo sapevate che la via Veneto felliniana fu in parte ricostruita nel mitico teatro 5 di Cinecittà? Ma non è “dolce vita” senza Fontana di Trevi, il monumento settecentesco che ha reso la scena notturna con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni una delle più iconiche del cinema mondiale. Fu proprio la fama derivata dalla pellicola a ispirare una delle gag più famose del cinema italiano. Sembra infatti che la celebre scena di “Totò truffa 62”, in cui Totò cerca di vendere la fontana a un ingenuo turista americano, fosse ispirata proprio al successo del film di Fellini. Non è un caso che il suo complice (Nino Taranto) cerchi di far salire il prezzo della fontana spacciandosi per l’addetto di una celebre casa di produzione interessata anch’essa all’acquisto.

Tra i luoghi più cinematografici di Roma c’è anche l’EUR, il quartiere famoso per l’architettura razionalista, diventato icona in molte celebri pellicole. Fellini ambientò nel quartiere molte scene dei propri film, tra cui “La dolce vita“ e “Le tentazioni del dr. Antonio”. L’Eur fece da sfondo anche a uno dei capolavori di Michelangelo Antonioni, “L’eclisse” con Monica Vitti. Le linee asettiche e fredde del quartiere ben si prestavano al tema di fondo dell’opera – l’incomunicabilità – anche se, a differenza delle opere felliniane, qui si intravedono maggiormente le architetture moderne come la parte residenziale, il laghetto e gli edifici costruiti per le Olimpiadi del 1960. Gli amanti della commedia italiana ricorderanno che l’area commerciale in viale Atlantico fece da sfondo alla scena di “Fantozzi va in pensione” (1988,regia di Neri Parenti) in cui il protagonista Paolo Villaggio incontra la signora Silvani (Anna Mazzamauro).

EUR protagonista anche in “Acqua e sapone”di Carlo Verdone: qui infatti fu girata la scena in cui Sandy (Natacha Ovey) fugge dal set fotografico. Si deve proprio al regista romano l’aver rappresentato l’essenza della romanità non solo con i suoi personaggi, ma anche attraverso le location dei film. Trastevere soprattutto è stato il set per molte scene di “Un sacco bello”. In via dell’Arco di Settimiano, all’inizio di via della Lungara, avviene l’incontro tra Leo e Marisol, una turista spagnola in difficoltà. Roma ancora sullo sfondo di “Troppo forte”, film realizzato con due artisti prestigiosissimi: Alberto Sordi (accanto a lui nel cast di attori) e Sergio Leone. Proprio a Cinecittà è stata girata la prima scena del film in cui Oscar Pettinari (Carlo Verdone), a cavallo della sua moto e seguito da un gruppo di amici centauri, entra dal famoso ingresso di via Tuscolana e si dirige al Teatro 5 per fare un provino. Un’altra scena cult del film però è stata girata in via del Commercio nel quartiere Ostiense, quella il cui Oscar e i suoi amici si godono il dolce far niente sotto al sole capitolino.

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